VINIFICAZIONE CON CAPPELLO SOMMERSO
(réf.:Impariamo Il vino. Lorenzo Tablino)

In Piemonte (Italia) l’uva del nebbiolo diraspata si metteva nel tino, la fermentazione iniziava regolarmente, a un certo punto , con il cappello ben solido dopo 5-6 giorni si steccava con assi di legno di pioppo. Era un lavoro difficile e pericoloso per la presenza di gas. Si stendevano assi orizzontali sulle vinacce a distanza di pochi cm, sopra si stendevano altri assi poste trasversalmente a maggiore distanza; in seguito con paletti quadrati si puntellava l'intera struttura al soffitto del tino. In tal modo il reticolo di legno impediva alla vinaccia di salire. A questo punto si colmava il tino con lo stesso vino . Si lasciava il mosto a fermentare per alcuni mesi, in realtà era una macerazione tra vino e vinaccia con contatto prolungato ma statico. Intorno a Dicembre e oltre si toglievano le assi e si svinava.
Il vino era limpido con buona struttura per massima estrazione parti solidi uva, il colore era stabile anche se inizialmente era leggermente scarico per assorbimento antociani dalla parete del lievito.
Detto sistema è ora rammodernato e molto velocizzato con il supertank

SUPERTANK
SERBATOIO A CAPPELLO SOMMERSO
Serbatoio con meccanismo interno completamente asportabile. Predisposto per mantenere le bucce sommerse durante la fermentazione.
A. CICLO NATURALE
Il mosto attraverso il tubo centrale di drenaggio affluisce naturalmente nella parte superiore del serbatoio, dove raffreddandosi scende, passando attraverso i pannelli in lamiera forata nel cappello sottostante filtrano da lui nuovamente in posizione di partenza. L’operazione si protrae naturalmente fino a fermentazione terminata.
B. CICLO FORZATO
Il mosto dal tubo di pescaggio é inviato mediante pompa nella parte superiore del serbatoio attraverso il tubo di rimontaggio il disco dispersore permette un’omogenea distribuzione del prodotto sui pannelli rimovibili attraverso i quali passa nel cappello filtrando nuovamente attraverso il tubo centrale di drenaggio.